Il Primitive Coaching

Presentazione

Il "Primitive Coaching" è un metodo o strategia, non fatto da me, ma dalla natura, i gli ho solo dato un nome nel lontano 1993, da giovane Psicologo-Psicoterapeuta. Molto semplicemente si occupa di riavvicinare "l'animale umano" alla sua natura, appunto, "animale", che gli ha permesso di sopravvivere per anni, e che con l'esasperazione della civilizzazione e degli interessi economici in campo, è stata addormentata. Il "metodo" è trasversale a tutti i campi, poiché, come dico altrove: "se uno è ubriaco, e fa scelte da ubriaco sul lavoro, con il partner, con i figli, nello sport, ecc.". Che le fatte in ogni ambito scelte siano sempre più da ubriachi, lo dimostrano i dati che abbiamo sott'occhio: dalla crisi economica mondiale, con chiusura aziende, diminuzione salari, sparizione classe media, ricchezza in mano di pochi e aumento povertà e miseria; diminuzione del benessere, sia fisico che psicologico, con l'aumento dell'uso di Psicofarmaci e sostanza psicoattive (droghe, alcol compreso), o se volete dall'aumento vertiginoso della Depressione nei paesi Occidentali (dati OMS); ecosistema in un stato ormai irreversibile o quasi, dove i morti per inquinamento diretto/indiretto non si contano, ecc. Il "Coaching" è sempre esistito, ma sta diventando sempre più un business e la cartina di tornasole è che i Coach aumentano e il mondo peggiora, come direbbe Hillman. Dov'è il problema? Cominciamo col dire che l'attuale Coaching è impegnato a dimostrare che non esistono sovrapposizioni con la Psicologia. Bene, immaginiamoci una squadra di calcio. Se io come Coach mi limito a cambiare i giocatori, in modo da creare una perfetta sinergia tra chi serve un pallone e chi conclude in goal, il mio lavoro sarà trovare persone con certe caratteristiche e scartarne altre. Se invece il mio lavoro è tirare fuori il "potenziale" da quello che non sa fare gol, allora sto cercando di intervenire nella sua personalità, perché se è un potenziale Maradona, vuol dire che ha delle resistenze, motivi o chiamateli come volete per non fare il "Maradona". Se io non mi limito all'aspetto tecnico (esempio cretina, ma va bene: se vuole giocare non deve entrare in campo col cappotto e gli stivali da funghi), è una cosa, se io cerco gli faccio domande per arrivare al nodo delle sue "resistenze", entro nel campo della Psicologia, per forza. Eppure (quasi) nessuno dice niente, perché? perché non si ferma un giro di miliardi, specialmente in questo periodo di disoccupazione, almeno fino a che non ne fa girare più, non conviene a nessun governo. E allora quale è il vero Coaching che non interferisce con le competenze dello Psicologo-Psicoterapeuta? quello della natura stessa. Mi spiego meglio: chi è il più grande Coach che in 5 minuti fa emergere il massimo potenziale di chiunque? la cocaina; aumento della concentrazione, della pressione sanguigna, della performance. Non a caso, l'uso delle sostanze dopanti nello sport dilagano. Lo stesso Freud quando la provò e ci scrisse un libretto, la indicò come panacea per tutti i mali, la definì "sostanza magica" in grado sostanzialmente di far superare ogni ostacolo fisico-psicologico. Ovviamente poi si scoprì che devasta il sistema nervoso centrale e che i vantaggi diventano sempre minori e l'asciano il posto alla depressione. Secondo esempio: dopo la cocaina, chi è il più grande Coach, che senza intervenire a livello psicologico direttamente, fa ottenere le migliori performance senza fare i danni delle sostanze psicoattive? la percezione della minaccia alla sopravvivenza. Quanti di noi occidentali affronteremmo un mare in tempesta con una barchetta piena di poveri profughi spinti dall'esasperazione di una condizione invivibile del loro paese? nessuno. Perché? perché noi non abbiamo quella spinta, stando tranquilli a casa nostra. Spero abbiate capito, ho dovuto fare due esempi apparentemente "forti", ma rendono bene l'idea: il Primitive Coaching non fa domande, non spiega cose, non pensa e non ragiona. Semplicemente lo pone di fronte alla natura nel grado che la persona vuole o si sente di affrontare, e quando la parte animale comincia a risvegliarsi, può scegliere in ogni istante di tornare sulla sua scrivania a ragionare e con la sua finta razionalità fare scelte che crede vincenti con i risultati che dicono il contrario ormai nel breve termine. Come si fa? lo scoprirà chi vuole vivere, non vegetare. Come si fa a sapere che non lo fa più nessuno? perché più ci si "civilizza" più si perde la nostra parte animale e se tutti gli operatori del "benessere" e ci metto chiunque, riconosciuto e non, l'avesse fatto, la nostra civiltà con riderebbe vedendo il mondo che si sfascia, anche se i Media lo rassicurano. Badate bene: non siamo arrivati noi a produrre il cambiamento e non salveremo nessuno, ma è incontestabile, che se le percezioni umane sono più vive, allora, per fare un esempio, se percepisco che l'aria che respiro è inquinata, il giorno dopo faccio qualcosa, non dico: "ah, oggi che bella giornata, è Dicembre e si sta bene con 20 gradi". In altre parole, più una persona è vicina alla nostra parte animale, più percepisce da sé la paura e i rischi di qualunque scelta e prende decisioni più sagge, che sia a lavoro, a casa, nello sport, ecc. "La libertà (potete metterci anche:"La vera scelta") non è un beneficio della cultura: era più grande prima di qualsiasi cultura, e ha subito restrizioni con l’evolversi della civiltà" Sigmund Freud

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